21 Mag Luca Baldissara

Tra il 1943 ed il 1948 l’Italia approdò alla democrazia repubblicana e costituzionale. Gi italiani e le italiane dovettero “imparare” la democrazia nel momento stesso in cui erano chiamati a edificarla tra guerra e ricostruzione. Tale processo di apprendimento prese le mosse dalla profonda crisi di autorità e dall’implosione dello Stato consumatasi nel 1943 e, in una situazione per molti versi eccezionale, maturò nella scelta della guerra partigiana e della resistenza alla guerra fascista. Prese forma dalla lotta stessa, si sperimentò nell’autonomismo partigiano, nell’autogoverno dei territori liberati, in un diverso modo fi “fare la guerra”, di combattere perché non si dovesse essere più costretti ad altre guerre. Non appena la guerra cessò, lo spirito democratico espresso dal necessario ricorso alle armi si trasfuse nella politica costituente di un governo democratico e nella scelta repubblicana. Quanto era maturato nella coscienza civile di una larga fetta di italiani tra il 1943 3 il 1945 instradò il paese sula via della democratizzazione. Il 2 giugno 1946 – di cui si celebra quest’anno l’ottantesimo – precipitava quanto sbocciato e cresciuto durante la guerra partigiana e nello stesso omento si gettavano e basi del futuro democratico repubblicano. La Costituente chiuse questo prologo, avviatosi nel 1943, portando alla Costituzione entrata in vigore il I° gennaio 1948: che dunque è carta fondamentale dei valori e dell’organizzazione istituzionale della democrazia repubblicana e, al contempo, manifesto programmatico dell’Italia democratica che si intendeva costruire sulla spinta propulsiva delle idealità agglutinatesi nell’antifascismo e nella Resistenza.
Luca Baldissara
Insegna Storia contemporanea e Storia della storiografia nell’ Università di Bologna e, presso il Dipartimento di Filosofia, dirige il Centro di ricerca filosofica per lo studio della violenza sociale, politica, economica. Fa parte del comitato di direzione della rivista “Dianoia” e del comitato scientifico dell’ Istituto Nazionale Ferruccio Parri di Milano; si occupa di storia della guerra e della resistenza, di giustizia di transizione, di lavoro e conflitti sociali, di istituzioni e strutture amministrative. Con Nadia Urbinati ha recentemente firmato “Nata democratica”, Il Mulino 2026.
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