Titti Postiglione e Gabriella Lugarà

Il paesaggio ferito

Terremoti, alluvioni, frane, incendi. Sono solo alcuni degli eventi che il nostro Paese, tanto bello quanto fragile, si trova a gestire ormai quotidianamente. È possibile in fase di emergenza conciliare la necessità di interventi urgenti di assistenza alla popolazione e di riduzione del rischio residuo con l’esigenza di salvaguardare il patrimonio naturale e culturale? Quanto può incidere la prevenzione sulla vulnerabilità della “forma del Paese” e come un processo di ricostruzione può contribuire a “curare” un paesaggio ferito? Sicurezza e bellezza sono valori compatibili e a che prezzo?

TITTI POSTIGLIONE

Geologa, è la responsabile della comunicazione del Dipartimento della Gioventù e del servizio civile nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per diciotto anni ha lavorato al Dipartimento della Protezione Civile, occupandosi di pianificazione e gestione delle emergenze, di volontariato, di formazione e di comunicazione del rischio e delle crisi. In tale periodo ha partecipato al coordinamento di tutte le grandi emergenze che hanno interessato il nostro Paese, dalle crisi vulcaniche dell’Etna e dello Stromboli degli inizi del 2000, al sisma dell’Abruzzo del 2009, fino ai terremoti del Centro Italia del 2016-2017.

 

GABRIELLA LUGARÀ

Laureata in Giurisprudenza, abilitata all’esercizio della carriera forense da ventiquattro anni lavora nella Pubblica Amministrazione dove ha svolto le funzioni di Segretario Generale in molti Comuni tra cui Grado, Muggia e Trieste. Dal 2017 è direttore dell’ERPAC (Ente Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia).

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