BERLUSCONI NON SARA’ MAI IL MIO PRESIDENTE

Molte decine di milioni di italiani non sono mai stati inquisiti, non sono mai stati rinviati a giudizio, non sono mai stati dichiarati prescritti, non sono mai stati condannati in via definitiva, non sono mai stati iscritti alla P2. Per questi motivi vogliamo che il prossimo Presidente della Repubblica sia, almeno, uguale a noi. Almeno.

Silvio Berlusconi più volte inquisito, più volte rinviato a giudizio, più volte prescritto, condannato in via definitiva per frode fiscale, già iscritto alla P2 (le associazioni segrete sono vietate dall’art. 18 della Costituzione), anche se giuridicamente eleggibile, non sarà mai il mio Presidente della Repubblica poiché non potrà svolgere la funzione “con onore” (art. 54 della Costituzione) e non potrà rappresentare l’ “unità nazionale” (art. 87). Il prossimo Presidente della Repubblica deve aver dimostrato nella sua vita  di aver rispettato le leggi e la Costituzione e di poter adempiere il mandato con “disciplina ed onore” (art. 54)

Anche i parlamentari che “rappresentano la Nazione” (art. 67) non mi rappresenterebbero se eleggessero Silvio Berlusconi.

Anche tu vota e fai votare la petizione contro l’elezione di Silvio Berlusconi a futuro Presidente della Repubblica su Change.org

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Pubblichiamo la lettera di risposta alla revoca del patrocinio e del partenariato da parte del Comune di San Daniele, seguita al nostro appello sulla prossima elezione del Presidente della Repubblica.

PRENDEREMO SEMPRE POSIZIONE

L’Associazione per la Costituzione da sempre cerca di diffondere i Principi della Carta quali la libertà, la democrazia, la dignità umana, l’eguaglianza, la giustizia, la solidarietà. Nello Statuto l’Associazione si dichiara apartitica (e quindi non schierata a favore o contro i partiti), ma questo non significa che sia apolitica (ovvero che non effettui scelte a favore della polis, della comunità). Come consiglio direttivo riteniamo che qualora fondamentali passaggi della Costituzione italiana, come nello specifico caso gli articoli 54 e 87 per l’elezione della più alta carica dello Stato, vengano fortemente disattesi sia nostro dovere prendere pubblica posizione.
Sempre.

Nel nostro agire siamo contrari al pensiero unico e acritico. Amiamo il pensiero libero, alto, senza interessi diretti ed indiretti da tutelare. Cerchiamo di portare avanti, pur con tutte le imperfezioni che caratterizzano l’agire umano, gli interessi della comunità tutta attraverso i valori scolpiti nella Carta, che quotidianamente vengono interpretati dagli uomini delle Istituzioni. Crediamo nelle Istituzioni, meno nell’uomo che, essendo fallace, talvolta o spesso si può discostare dai valori costituzionali. Non criticheremo mai le Istituzioni ma, quando necessario, gli uomini che pro tempore le rappresentano. Tutti passano, le Istituzioni restano.

La nostra è una presa di posizione pubblica, trasparente, cristallina, a viso aperto, esattamente il contrario del termine erroneamente utilizzato dal Sindaco di San Daniele di “vilmente”. I vili sono le persone senza dignità, sono i pavidi (cfr.Treccani), categorie lontane dal nostro pensiero e dalla nostra azione. Il Sindaco scrive che è “inaccettabile che un’associazione affronti il delicato tema dell’elezione del Presidente della Repubblica”. Visti i nostri fini statutari chi doveva trattarlo se non noi? E’ un’affermazione che poteva essere fatta nel Medioevo quando c’erano il re e i vassalli ma oggigiorno, visti i principi di eguaglianza, di libertà e di democrazia ormai insiti nei nostri valori, una tale affermazione è semplicemente irricevibile. Possono parlarne solo i politici, solo i 1009 che saranno i “grandi elettori” o tutti i 60 milioni di cittadini? E’ vero che il Presidente della Repubblica sarà eletto dai “grandi elettori”, ma i cittadini hanno il dovere di parlare e di orientare le scelte di questi.

I maggiori costituzionalisti italiani che hanno fatto la storia del Festival Costituzione, come i Presidenti della Corte (Onida, Silvestri), che hanno tenuto le lectio magistralis di apertura (Carlassare, Azzariti), i relatori (Bin, Zaccaria, Caretti) e uno tra i più grandi studiosi degli ultimi cinquant’anni, G.Zagrebelsky, la pensano in modo identico al nostro come si può evincere dalla lettera consultabile sul sito della Fondazione Basso. Le affermazioni sono ancora più incisive poiché affermano che la candidatura di Silvio Berlusconi a Presidente della Repubblica è un’offesa alla dignità della Repubblica e a milioni di cittadini italiani.


 

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