22 Mag Moni Ovadia

Riflessioni sulla questione israelo-palestinese.
Moni Ovadia
Attore, regista, musicista e attivista politico, è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura e artisti della scena italiana. Ha trovato la sua forma espressiva più congeniale in una forma di “teatro musicale” ispirato alla cultura yiddish – che ha contribuito a far conoscere e di cui ha dato una lettura contemporanea – incentrato drammaturgicamente sulla figura del “musicista/attore”. Formatosi nei primi anni Settanta come cantante e musicista folk sotto la guida dell’etnomusicologo Roberto Leydi, ha prodotto nel tempo numerosi dischi di musica ispirata alla musica Klezmer, mediorientale e greca. Nel 1993 si impone all’attenzione del grande pubblico con Oylem Goylem, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, osannato dalla critica e dal pubblico e prosegue negli anni proponendo spettacoli che esprimono la sua visione del mondo e i suoi ideali, in prima linea a sostegno dei diritti e della pace. Le sue ultime produzioni lo hanno portato a lavorare sulle lingue e i dialetti, dapprima con alcuni spettacoli dedicati all’opera del poeta greco neoellenico Yannis Ritsos, poi in Sicilia, con la regia della tragedia di Eschilo “Le Supplici” in lingua siciliana e con l’interpretazione de “Il Casellante” di Camilleri e di “Liolà” di Pirandello. Ha diretto diverse edizioni di Mittelfest e, in anni recenti , ha ricoperto l’incarico di Direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.
Attualmente è impegnato con Aldo Cazzullo negli spettacoli “Il duce delinquente” e “Il romanzo della bibbia” nei principali teatri d’Italia e sta per debuttare – come protagonista – in “Moby Dick” diretto da Guglielmo Ferro.
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